I dazi e Mazzini

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Ci siamo, di nuovo.

Siamo di nuovo alle prese con una crisi innescata dall’unilateralismo di Donald Trump, che nelle scorse ore ha annunciato dazi pesantissimi a carico dell’Unione Europea.

Questa sciagurata iniziativa ha naturalmente provocato centinaia di reazioni, nei più diversi contesti, politici ed economici.

C’è chi misura il rovinoso impatto che i dazi statunitensi avranno sull’Economia, in Italia e in Europa, settore per settore, regione per regione.

Molti si chiedono se sia più opportuno reagire con misure contrarie a quelle trumpiane, oppure abbassare la testa e piatire qualche sconto.

Mi colpiscono molto le dichiarazioni di alcuni politici, estimatori di Donald Trump, che – paradossalmente – pongono la responsabilità della situazione a carico dell’Unione Europea.

Personalmente mi trovo in particolare sintonia con le poco diplomatiche parole di Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio di Tutela del Grana Padano, che ha dichiarato: “… contro l’Europa Trump ha compiuto un autentico e pesante atto di guerra, condotto con miope tracotanza e che rischia di sconvolgere anche gli equilibri geopolitici generali. É evidente che gli europei così perdono un paese amico. Trump è un tycoon volubile e aggressivo. Speriamo Giorgia Meloni gli faccia fare alcuni passi indietro sfruttando la sua volubilità. Ma se le cose rimanessero così per noi, gli Stati Uniti diventeranno un paese molto difficile finché verrà governato da questo Trump”.

Vedo invece mancare una forte reazione culturale, l’innescarsi di un trasversale movimento civile volto a recuperare le ragioni di una Umanità unita, nella Pace e nella Fratellanza.

Un punto di riferimento, in questa prospettiva politica e culturale, è certamente il pensiero di Giuseppe Mazzini, che è stato un autentico precursore sulla strada dell’unità tra le nazioni.

Ovviamente l’Apostolo Genovese ha portato avanti il suo ideale di Umanità da uomo dell’Ottocento, ragionando per cerchi concentrici, applicando i suoi concetti associativi partendo dalla Famiglia e arrivando all’Umanità, passando per la Patria e la Nazione.

La visione mazziniana tratteggia un cosmopolitismo di Nazioni, un ordine dove paese e genere umano procedono fianco a fianco, dove il dovere verso l’Umanità fonda il dovere verso la Patria.

Il fine morale di ciascuno, secondo il Pensatore della Repubblica, è associarsi, affratellarsi il più possibile con gli altri, dando vita a famiglie, città, patrie, fino a unificare l’umanità tutta: le nazioni, in questa ottica, sono la modalità d’associazione più ampia possibile prima dell’ordine internazionale.

La realizzazione delle nazioni, con intuizione geniale per uno studioso dell’Ottocento, è vista come prioritaria rispetto all’indipendenza delle varie entità locali; l’unità nazionale, in particolare, rappresenta un valore perché costituisce un grado di associazione superiore rispetto alle regioni.

L’arroganza, la tracotanza, l’aggressività di Donald Trump devono spingerci con più forza a perseguire gli ideali di Unità e Armonia a livello planetario.

Ha scritto, ne “I Doveri dell’Uomo”, l’illuminato Triunviro della Repubblica Romana: “Amate l’Umanità. Ad ogni opera vostra nel cerchio della Patria o della Famiglia, chiedete a voi stessi: se questo che io faccio fosse fatto da tutti e per tutti, gioverebbe o nuocerebbe all’Umanità?”.

Sarebbe bello se Donald Trump si ponesse lo stesso quesito…


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