Innovare o soccombere

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Kaput. La fine del miracolo tedesco è il titolo dell’ultimo libro (2025) pubblicato da Wolfgang Münchau, per anni editorialista del Financial Times. Qui Münchau svolge riflessioni su innovazione, digitalizzazione e competitività tecnologica nel contesto di un’analisi economica e politica più ampia.

Se la crisi attuale troverà una risoluzione, ci dice, non sarà grazie agli obiettivi o alle imposizioni dei governi attuali, ma all’innovazione. 

Münchau è un giornalista economico ma il suo pensiero trova riscontro in un sentimento che ha preso a svilupparsi di recente nel campo delle arti: il tecno-sublime.

Di recente sono incappato in due esposizioni, una a Milano e l’altra a New York, che mostrano un ampio impiego delle tecnologie più avanzate nella ricerca di risposte al pericoloso disequilibrio in cui versa il pianeta. Sono entrambe frutto del lavoro di artiste donne

Dallo scorso settembre il Museum of Modern Art di New York espone un poema costruito con l’AI.

La poetessa Sasha Styles (New York, 1980) ha intitolato A LIVING POEM un testo infinito alimentato dalla sua immaginazione e da algoritmi informatici. 

I versi che lo compongono vengono riscritti ogni 60 minuti con caratteri, colori e dimensioni differenti.

Pioniera dell’arte generativa Sasha Style, senza cadere in visioni apocalittiche o ingenuamente positive, mostra come una profonda conoscenza tanto della tradizione letteraria quanto delle possibilità innovative dell’AI possano alimentare il verso (il più duttile e antico tra i sistemi di dati) come forza vitale nell’arte e nella tecnologia contemporanee.

A questo link è possibile visualizzare l’intero poema.

Sasha Style, A LIVING POEM, © 2025 The Museum of Modern Art

Sasha Style, A LIVING POEM, © 2025 The Museum of Modern Art

A Milano lo scorso dicembre ha invece inaugurato la mostra THE ISLAND dell’artista, docente universitaria e studiosa Hito Steyerl (1966, Monaco di Baviera).

La mostra è in corso all’Osservatorio, lo spazio di Fondazione Prada dedicato alla sperimentazione dei linguaggi visivi e alla ricerca di punti di contatto tra la tecnologia e altre espressioni culturali.

La pratica di Steyerl unisce la produzione artistica con l’analisi teorica per indagare complesse questioni sociopolitiche e culturali, come il potere dei media, l’ambivalenza della tecnologia e della scienza e la circolazione globale delle immagini.

THE ISLAND è un’installazione dove un film-documentario confluisce in un’installazione video e dà origine a una serie di oggetti, strutture e videointerviste realizzate con il fisico quantistico Tommaso Calarco, l’archeologo Mate Parica, la storica del linguaggio Sachi Shimomura, figlia del chimico premio Nobel, e Darko Suvin l’autore del libro “Le metamorfosi della fantascienza”.

Nel progetto site specific si intrecciano narrazioni che evocano temi urgenti come le derive autoritarie alimentate dall’uso dell’AI, la crisi climatica e le pressioni politiche esercitate sulla comunità scientifica.

Che cosa spinge queste artiste e istituzioni culturali come il MoMA o Fondazione Prada in avventure del genere?

Nel citato Kaput di Wofgang Münchau c’è una riflessione che suona come duro avvertimento: il motore della storia contemporanea è l’innovazione, quella che tiene gli Stati Uniti in cima alla gerarchia globale, quella che ha reso la Cina una grande potenza, quella sta sfuggendo dalle mani dell’Europa.

Innovare o soccombere, non ci sono altre strade.  

Hito Steyerl, THE ISLAND, Osservatorio Fondazione Prada Ph: : Andrea Rossetti @ Fondazione Prada


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