15 Set Le origini prussiane della giacca di Xi
Torreggiante tra due accompagnatori un po’ incerti del loro ruolo. L’uno (Kim Jong-Un) in maniera non sorprendente. L’altro (Vladimir Putin) assai meno sicuro di come siamo abituati a vederlo nelle immagini di repertorio. Vuoi che, per una volta, il duro allenamento ricevuto a suo tempo dal KGB non sia stato all’altezza?
Ma non è questo il punto su cui voglio soffermarmi in questa nota. Il punto è invece il valore simbolico dell’abbigliamento dei leader nel giorno dei paradossali festeggiamenti della vittoria ottenuta dalla Cina sul Giappone nella Seconda guerra mondiale.
Di fronte a un impressionante dispiego di macchine costruite per uccidere da vicino, da lontano e fin oltre la curvatura terrestre, i vassalli hanno indossato le uniformi previste: abito scuro, camicia bianca, cravatta ben annodata e stringata nera lucida. Ma è il principe ad aver sorpreso.

Xi Jinping, in un evento dal dichiarato sapore anti-occidentale, indossava una giacca Zhongshang, l’indumento divenuto celebre perché indossato da Mao nelle infinite immagini riprodotte durante (e oltre) la presidenza del “grande timoniere”.
Si è trattato di un ulteriore gesto di rifiuto dei costumi occidentali?
Xi in giacca e cravatta si era presentato solo quattro giorni prima per le foto di rito con il leader indiano Narendra Modi, capace, questo sì, delle più svariate performance, passando senza soluzione di continuità dal moderato kurta a fiammeggianti mise in stile Naga.
Per tentare di comprendere il significato simbolico (e le contraddizioni) dell’indumento indossato da Xi bisogna però fare un passo indietro.
L’abito Zhongshang indica il nome del leader repubblicano Sun Yat-sen (1866-1925), che introdusse questo stile poco dopo la fondazione della Repubblica di Cina (1912-1949); sino a quel momento lo stile di rigore si basava sull’abito manciù (qipao e changshan), imposto dalla dinastia Qing come forma di controllo sociale.
Lo Zhongshang è dunque una reazione dell’etnia Han (vincitrice) alle imposizioni precedenti degli sconfitti Qing: Sun Yat-sen lo introduce come simbolo di modernità e sobrietà rivoluzionaria.
La giacca Zhongshang, l’abito identitario cinese del XX secolo, però non nasce dal nulla.
Le sue origini derivano dal modello europeo della giacca militare prussiana di fine Ottocento, poi evoluto in varie uniformi.
Nel XIX secolo la Prussia (1825-1947), con il suo esercito fortemente disciplinato, adottò questo modello caratterizzato da linee sobrie, colletto alto, tasche con patta e chiusura frontale dritta.
Uno stile che ispirerà altre uniformi militari nel mondo, comprese quelle giapponesi durante l’era Meiji (1868-1912). Lo stesso Giappone, modernizzando le proprie forze armate, adottò l’uniforme prussiana che ancora oggi sta alla base del gakuran (uniforme scolastica maschile con colletto rigido).

In Cina la sua diffusione prende il via con la fondazione dell’Accademia militare di Whampoa, inaugurata nel 1924, subordinata al Partito Nazionalista prima e al Partito Comunista poi.
L’influenza di questa accademia è andata molto oltre quella di luogo di formazione per studi militari: politica e ideologica, ha avuto una diretta influenza sullo stile del governo cinese.
Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese (1949) lo Zhongshang viene indossato da cittadini maschi e leader governativi come simbolo di unità proletaria e controparte orientale dell’abito da lavoro occidentale.
Sebbene il suo uso sia diminuito negli anni ’80 e ’90, è ancora comunemente indossato dai leader cinesi durante importanti cerimonie e funzioni di Stato: l’intenzione è quella di marcare il distacco.
I leader supremi lo indossano durante le parate militari, anche se contemporaneamente altri membri del Politburo indossano abiti di stile occidentale. Per un leader supremo è consuetudine indossare questo abito anche quando partecipa a cene di Stato. In questa situazione funge da abito da sera: l’equivalente a un’uniforme militare per un monarca o a uno smoking per un leader occidentale.
Un bell’ossimoro, dunque, quello di Xi: marcare il distacco dai valori occidentali indossando una giacca nata come uniforme militare al centro dell’Europa.