03 Ott “Far crescere una coscienza, una cultura, un’educazione collettiva nuova”
Angela Bottari: l’icona di ieri, di oggi e di domani
Nel delirio disarmonico di un mondo affollato da spine dorsali che si piegano, che si afflosciano, che si adattano agli eventi di passaggio, che si vendono ai campi larghi o stretti e a buon mercato; nel caos di una società frammentata e divisa in piccole insospettabili solitudini; nel gettito disordinato delle emozioni trasformate in performances; nell’insensata strafottenza politica verso i giovani, considerati orpello di messaggi elettorali; nell’orrore delle guerre volute; è in questo contesto che esce un libro su una donna dritta, rigorosa, preziosa, amica dei diritti indivisibili, piena di passione e di valori irremovibili.

In mezzo a due colonne, Francesco Lepore, giornalista, curatore di un blog in latino su Linkiesta, ex sacerdote e latinista papale, autore del libro inchiesta “Il delitto di Giarre”, edito da Rizzoli, e Pietro Folena, già deputato nelle Legislature X, XI, XIII, XIV e XV, nonché segretario nazionale della FGCI, segretario regionale del PCI in Sicilia e oggi operatore culturale che organizza e promuove mostre d’arte in Italia e nel mondo, ho assistito alla costruzione di un’opera le cui pagine si inseriscono nel disegno più grande, collegiale e unanime, di riconoscere ad Angela la potenza della sua coerenza, della sua tenacia, della sua connaturata libertà.
Le telefonate del mattino, le chiacchierate, i confronti sulla stesura, le tensioni per l’uscita, la scelta della copertina, il riepilogo dei contributi, dei documenti, le telefonate d’invito alla scrittura, la ricerca dei fondi, la raccolta delle foto e la selezione per valorizzare il profilo umano, non solo politico, di una donna dirompente ma non divisiva, le cene, gli abbracci e gli incontri. È stato un viaggio la stesura di questo libro, umano e professionale, che ho fatto anche io indirettamente, restando accanto all’amico fraterno Francesco e a Pietro, oggi compagno di vita.

Dall’idea alla pubblicazione, sono passati diversi mesi. Francesco, pungolatore di default, ostinato sognatore che non si lascia mai sopraffare dalle difficoltà, ha lavorato senza sosta insieme a Pietro, pioniere delle idee e raffinato cultore della storia e memoria siciliana di quegli anni in cui l’amicizia con la Bottari divenne strumento di lotta comune. Due uomini che, insieme, rivendicano la storia e il valore di una donna irremovibile sulla libertà individuale e sui diritti; due uomini che ora hanno il compito di portare Angela alle nuove generazioni.
Due uomini: questa è già una notizia, come ha avuto modo di dire dal palco della Festa dell’Unità di Palermo, qualche giorno fa, Roberta Mori, portavoce delle Donne Democratiche.

<<La libertà di Angela non è mai stata quella individualista caldeggiata dal liberismo, ma quella solidale, quella che non si determina né realizza in presenza di persone oppresse>> – così Pietro Folena durante la Festa dell’Unità di cui sopra – <<Angela era una donna che lottava quotidianamente per non dividere i diritti in sottocategorie; Angela era una donna la cui vita pubblica non poteva essere separata da quella privata; la cui famiglia aperta era il modello di società che professava, e far da mangiare a casa sua era un modo per aprire le porte di casa e spezzare un pane laico da condividere in nome della lotta quotidiana>>.
La Bottari, donna ribelle ma di partito. Educata a fare sintesi; educata a guardarsi intorno, a girarsi per non lasciare sola nessuna delle sue compagne, nessuna delle donne incontrate nel suo cammino. Angela che con il corpo parlava, che con la parola agiva; dedicò gran parte del suo tempo alle battaglie per i diritti in nome degli ultimi tenuti ai margini di una società complessa, aspra, e fortemente macchiata dalla cultura maschilista.
<<Il suo lavoro legislativo rimane un esempio per quello che si è costruito poi>> – dalla prefazione a cura di Chiara Braga – << il cammino che c’è dietro la legge contro la violenza sessuale, o quello per l’abolizione del delitto d’onore e per il cambiamento del sesso, ha scritto pagine di vita parlamentare che ancora di recente costituiscono un precedente per come agire su argomenti così delicati e così speciali. Un cammino che è fatto spesso di rotture, di incomprensioni anche con persone vicine, di alleanze inaspettate come capita spesso nella sorellanza, di conflitti con i propri riferimenti politici che non devono fermarci ma semmai spronarci a trovare sintesi più alte e più forti>>.
Il libro è un racconto corale; ogni contributo è la voce di chi, Angela, l’ha incontrata, vissuta, amata, sentita. Angela è narrata ma è anche narrazione di sé attraverso la straordinaria raccolta dei suoi interventi alla Camera, delle sue battaglie per quel “noi” infinitamente e ostinatamente praticato, e non predicato. È uscita di scena troppo presto ma il dolore collettivo si è trasformato in un cammino ed un dialogo permanente.
“Caparbia, ottimista e, a volte, rompiscatole” ma soprattutto una “rivoluzionaria di professione”; non può non essere letta l’intervista a cura di Lepore e Folena a Gioacchino Silvestro, marito e compagno di una vita di Angela Bottari. Un amore nato nella comune militanza partitica e segnato, negli anni, anche da contrasti e divergenze di vedute sul piano politico”. Un amore profondo, solido e solidale, capace di rompere argini e di accogliere chiunque dentro una famiglia dove il legame di sangue non è mai stato la forma identitaria. Di questo amore e di questa politica, se ne vedono i legami e le tracce viventi. L’audacia della giustizia sociale ha mosso entrambi verso una direzione comune, nonostante le diversità che non confliggevano ma al contrario si amalgamavano. Ed è Gioacchino stesso, nell’intervista rilasciata ai curatori, che riconosce ad Angela il merito di aver costruito un “forte movimento femminile comunista in Sicilia”.

<<Angela con una visione profetica>> – così Lepore dal palco della Festa dell’Unità di Palermo – <<a Giarre, nel 1981, ad un anno dal delitto di Giorgio e Toni, tenne una conferenza sulla violenza sessuale ribadendo che la radice comune della misoginia e della omofobia risiede nella cultura patriarcale e maschilista>>.
Il libro sta percorrendo tutta l’Italia, da nord a sud, alla presenza di donne e uomini che accorrono perché l’hanno conosciuta o che accorrono perché desiderano incontrare il suo pensiero, la sua lotta. A Palermo, lo scorso 26 settembre, con Antonello Cracolici, Giovanna Cirino, Roberta Mori, Cleo Li Calzi e i curatori, Lepore e Folena.
<<Ricordare Angela per quello che era è poco rispetto a quello che ha fatto; Angela ha cambiato la cultura della sinistra in Sicilia>> – ha affermato Antonello Cracolici – <<Angela aveva la capacità di comprendere ciò che era diverso da lei, e poi era caparbia, testarda ma gentile, tenace a tal punto che eri costretto a dire “va bene, Angela, facciamo come dici tu”>>.
È stato presentato al Catania Book Festival con Stefania Mazzone, professoressa ordinaria di Storia del pensiero politico all’Università di Catania, che ha definito Angela come “una donna cerniera, una buttadentro, una donna che ha lavorato per l’emancipazione dal maschile”.

All’interno del volume spicca il contributo di Romana Bianchi, grande amica e compagna di Angela: <<Noi arrivammo in quel palazzo – Palazzo Montecitorio, ndr – con le nostre ambizioni individuali dentro l’ambizione collettiva, dentro il desiderio di affermare se stesse con le altre, di essere protagoniste per quel che eravamo, non perché ammesse. Molte di noi, poi, avevano frequentato, conosciuto i gruppi femministi che facevano sentire voce proposte fuori dagli ambiti dei partiti. Avevamo letto i testi sacri del femminismo, sapevamo il percorso complesso e spinoso delle donne del PCI.>>
Anche a me è stato chiesto un piccolo contributo ma il volume, oltre alle riflessioni e ai ricordi dei curatori, contiene i racconti di: Viola Ardone, Nadia Terranova, Livia Turco, Elly Shlein, Giuseppe Provenzano, Adriana Laudani, Martina Castigliani, Anthony Barbagallo, Mario Bolognari, Pina Bonanno, Franca Bottari, Maria Letizia Resta, Giancarla Codrignani, Carmen Currò, Maria Pia Garavaglia, Laura Giuffrida, Erika La Fauci, Cleo Li Calzi, Giovanna Marano, Alessandra Nucifora, Giusy Torrisi, Paolo Patanè, Filippo Panarello, Antonella Rizza, Antonella Russo, Antonio Saitta, Ersilia Salvato, Ivan Scalfarotto, Gaetano Silvestri, Vittorio Silvestro, Maria Flavia Timbro, Antonello Cracolici.
La prefazione all’opera è stata scritta e curata da Chiara Braga, Capogruppo Dem. Il volume è stato realizzato con il contributo del Gruppo Parlamentare del PD – Italia Democratica e Progressista della Camera dei Deputati della XIX Legislatura e in collaborazione con Malacoda, ente e rivista culturale, e Fondazione Nilde Iotti.
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Nota: il titolo dell’articolo è tratto dal testo della seduta del 25 gennaio 1983, Camera dei Deputati, Atti Parlamentari, Discussioni, VIII Legislatura, nel libro a pagina 200.